Castrovillari | ITALIA

La Ferrochina del Moro, l’alchimia che rinasce dal Pollino

Dalla ricetta ritrovata in un’agendina alla rinascita in chiave moderna: la storica bevanda medicamentosa diventa oggi simbolo di identità, tradizione e innovazione.

Castrovillari | ITALIA

La Ferrochina del Moro, l’alchimia che rinasce dal Pollino

Dalla ricetta ritrovata in un’agendina alla rinascita in chiave moderna: la storica bevanda medicamentosa diventa oggi simbolo di identità, tradizione e innovazione.

La ricetta di un antico preparato medicamentoso, creduta persa per moltissimi anni, ritrovata per caso in un'agendina e i racconti della memoria di chi quel prodotto lo aveva conosciuto. Inizia da così la nuova vita della Ferrochina del Moro, una vera alchimia da bere composta da otto erbe che si ritrovano nel variegato panorama di biodiversità del Parco nazionale del Pollino, il più grande d'Italia, che vanta oggi uno dei patrimoni botanici più ricchi nel panorama europeo soprattutto rispetto alle erbe aromatiche e officinali. Un vero bitter dall'anima territoriale figlio della più antica Ferro-China Caterini, dal nome del suo primo produttore, Carmine Caterini che nel 1892 diede vita ad un prodotto che ebbe così successo da finire nella cronaca dei giornali dell'epoca.

In un lungo articolo del 14 Maggio 1894, infatti, su "La Nuova Rivista" si decantavano le «azioni ricostituenti del sangue, contenendo le proprietà della China e dei preparati ferruginosi» parlando di questo preparato come di un liquore «raccomandato da celebrità mediche per combattere la clorosi, le anemie, la mancanza d'appetito, i colori pallidi, il mal di capo». A sottoscrivere le utilità e proprietà della Ferro-China Caterini erano il dottor Giuseppe Zagari, ai tempi direttore del laboratorio del professor Cardarelli dell'Università di Napoli e il dottor Salvatore Tommaselli, direttore della Clinica Medica dell'Università di Catania.

Era un liquore capace di unire medicina e piacere, diventando un simbolo di modernità già a fine Ottocento.

In quegli anni la Ferro China Caterini raggiunse così tale notorietà da essere distribuita addirittura negli Stati Uniti, come testimonia un documento ritrovato in cui si informava sul deposito e la vendita del prodotto presso il Punto vendita "Scanderberg Di Lorenzo" di Paterson - Stato di New York.

Oggi quell'antica ricetta, premiata anche a Palermo nel 1916 in occasione della Esposizione nazionale Mostra Igienica con la Gran Croce e Medaglia d'Oro come "Sovrano ricostituente del sangue", rivive grazie alla passione e l'impegno di tre fratelli farmacisti Luigi, Carlo e Gianluca Filpo e delle loro famiglie, figli della dottoressa Ortensia Caterini Filpo, nipote di Carmine Caterini, che ha sempre raccontato in vita di questa particolare bevanda preparata dal nonno. Quando la ricetta spuntò fuori fu come se il cerchio della tradizione di famiglia dovesse avere un nuovo compimento.

Ciò che prima era un liquore, il primo in assoluto ad essere realizzato con il sale di un metallo, con prevalenza di citrato di ferro e corteccia di China, miscelati con altre erbe e concentrati zuccherini per aumentarne la gradazione, oggi rivive in chiave moderna come distillato con una base alcolica importante (40 gradi), la parte zuccherina quasi nulla ma il carattere muscoloso e versatile conferito dalle botaniche autoctone (Aloe, Angelica, Assenzio, Genziana, Maggiorana, Menta, Rabarbaro, Veronica) che oggi ne rendono forte l'identità del prodotto come alchimia del Pollino, unite ovviamente alla china e ferro (Ammonio Citrato).

La nuova Ferrochina del Moro è tradizione che rinasce con un’anima contemporanea.

Una storia in continuità con il passato ma l'animo moderno e contemporaneo che passa sempre dai banchi di una farmacia, dove il prodotto è ancora oggi venduto al pubblico. Prima la Farmacia del Moro, antico nome di quel che oggi è la Farmacia Caterini Filpo, riconoscibile da "Gaper" (ovvero una testa di legno raffigurante un Moro con in bocca una pastiglia, utilizzato dal '700 davanti le spezierie per indicare l'arrivo dall'oriente dei prodotti medicamentosi) che nella nuova veste della Ferrochina è diventato il simbolo di un prodotto ormai ambasciatore del Pollino e della sua straordinaria biodiversità.

Dietro al successo di questa alchimia il lavoro di produzione delle “Antiche Distillerie delle Vigne” della famiglia Valentini di Castrovillari e la direzione creativa di Salvatore Dessì, architetto amico della famiglia Filpo, che ha studiato immagine del logo e packaging, riprendendo una bottiglia di forma quadra che ricorda quelle in uso nelle farmacie del passato.

Un’alchimia che oggi unisce farmacia, territorio e innovazione.

Da bere ghiacciata per enfatizzarne le capacità digestive o diluita in acqua calda per apprezzarne le doti balsamiche, la Ferrochina del Moro è entrata oggi a pieno titolo nella mixology rendendosi versatile per molte preparazioni, ma soprattutto ha catturato l'interesse di molti chef che la utilizzano nei loro piatti per gustosissime ricette.

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