Calabria | ITALIA

Cedro, liquirizia e acqua di mare: in Calabria nasce l’amaro sostenibile

Il prezioso agrume di Diamante dà vita a MZero Sea Amaro, il prodotto ideato durante la pandemia da Raffaele Cammarella che per le sue bottiglie utilizza solo materiali riciclati.

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Cedro, liquirizia e acqua di mare: in Calabria nasce l’amaro sostenibile

Il prezioso agrume di Diamante dà vita a MZero Sea Amaro, il prodotto ideato durante la pandemia da Raffaele Cammarella che per le sue bottiglie utilizza solo materiali riciclati.

Tutto nasce dal cedro liscio di Diamante. Già conosciuto da Greci e Romani, descritto come Melo della Media da Virgilio nelle “Georgiche” e da Plinio il Vecchio nella “Naturalis Historia”, è una varietà di agrume (famiglia delle Rutacee) tra le più antiche coltivate dall’uomo. Progenitrice delle molte specie appartenenti al genere Citrus, ottenute in seguito tramite incroci, e agrume mistico usato in occasione della festa ebraica della Sukkòth. Unito a un ramo di palma, due di salice e tre di mirto, rappresenta uno dei diversi caratteri umani: mentre la palma ha frutti dolci ma nessun profumo, il salice manca di entrambi, il mirto ha profumo ma non sapore, il cedro racchiude tutto. 

Tesoro prezioso della Riviera dei Cedri sulla costa tirrenica cosentina, unico posto al mondo in cui è presente, vi si ispirano innumerevoli ricette.

Ma trova una delle sue massime espressioni nella produzione di bevande, più o meno alcoliche. Proprio da quest’ultimo impiego nasce MZero Sea Amaro, creato con estro e intraprendenza da Raffaele Cammarella in quel periodo storico che per tanti fu anche fonte di ispirazione, vale a dire durante la pandemia di Covid-19. “Un progetto che sognavo già dai tempi dell'università - spiega l’ideatore -. Con il mio amico e socio Paolo Goffredi, che oggi si occupa di tutte le produzioni del laboratorio, abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portato a padroneggiare l'arte della liquoristica e della distillazione. L'idea base è stata quella di rinnovare la bevuta dell'amaro classico: abbiamo cercato di staccarci un po’ dai canoni tradizionali indirizzando la ricetta verso la freschezza e la sapidità. A differenza delle ricette tradizionali, che fanno un largo uso di erbe e radici alpine, abbiamo infatti deciso di concentrare il gusto su botaniche provenienti da zone limitrofe al mare, verso sapori più freschi e agrumati. Il mare ispira tutto il progetto in cui si recupera l’usanza antica di utilizzare l'acqua di mare come conservante naturale”.

Una piccola intuizione felice che in poco tempo è diventata sempre più grande, una storia quasi da favola.

Natale 2020: insieme a Paolo, elaborando vecchie ricette dimenticate, nascono le prime 500 bottiglie di MZero. Semplici bottiglie farmaceutiche, rivestite con scampoli di pelle riciclata incisi con la stampante laser. Quasi per gioco, questo elisir appena nato viene spedito nel Regno Unito, al World Drinks Awards, la più grande competizione internazionale di liquori. E qui accade l’impensabile: vince tutto quello che era possibile vincere. Quindici premi per coronare un successo clamoroso e inaspettato. Dal giorno successivo, una pioggia di richieste che fa esaurire in pochissimo tempo le scorte, e dopo aver terminato anche il secondo lotto di amaro prodotto, la decisione di aprire una vera e propria distilleria. Racconta Salvatore: “Il mio bisnonno aveva un’azienda agricola che si occupava prevalentemente della coltivazione del cedro e all'epoca, primi decenni del Novecento, si usava preparare la salamoia in cui si conservavano gli agrumi con semplice acqua di mare. I frutti, una volta raccolti e prima di essere lavorati per la canditura, venivano messi in una salamoia in botti di legno con acqua di mare, e spediti in centri di lavorazione più grandi al nord. Una volta tolti gli agrumi, rimaneva un liquido profumatissimo e antisettico, progenitore dell’acqua di Colonia. Da questa usanza mi è venuta l'idea di preparare un liquore che possedesse il carattere e i profumi dell'incontro tra gli agrumi e il mare”.

Il segreto è come sempre un territorio unico: una zona in cui si passa dalla costa a oltre 1000 metri di altitudine in soli tre chilometri.

Questo elemento, unito al clima mite e alle correnti d’aria calde che s’incontrano con l'Appennino, permette la nascita di specie vegetali uniche e aromatiche. Agrumi ovviamente, ma anche mirto, liquirizia e tutta la macchia mediterranea che offre piante utili a realizzare decine di ricette diverse. “Il mio bisnonno era molto ingegnoso - dice ancora il produttore -, coltivava i campi dei cedri proprio sul mare e si trovava a metà strada tra la stazione ferroviaria di Bonifati, da cui spediva le botti, e il telegrafo attraverso il quale riceveva gli ordini. Per tanti anni l'azienda ha prosperato, anche se oggi, a distanza di cento anni, rimane poco di queste tradizioni. Io abito proprio nello stesso posto in cui lui lavorava e sento forte questo legame con il passato”.

Oltre al cedro, raccolto tra ottobre e dicembre e lavorato fresco, alla base dell’amaro ci sono pochi altri ingredienti tutti a km zero: liquirizia, arancia amara, il mirto raccolto sulle scogliere e il 3% di acqua di mare microfiltrata, per esaltare i sapori. Un consiglio di degustazione è quello di mangiare un pezzo di zenzero candito dopo aver bevuto un sorso di amaro, questo ne metterà ancora di più in risalto gli aromi.

E poi la particolare attenzione verso la sostenibilità e l’ambiente: solo vetro leggero, tappo di alluminio, pelle e carta riciclate. Plastica assente.

Sempre alla sostenibilità e al concetto di adattabilità si ispira la nuova linea di bitter Nomad Spirits, ultima creazione della distilleria che sta per uscire sul mercato, una bevanda che cambia in base alla temperatura. Bitter che se serviti freddi avranno sfumature più amare, a temperatura ambiente un sapore maggiormente equilibrato, riscaldati note più dolci e speziate.

“Mzero Sealab - conclude Raffaele - è una startup innovativa che concentra quasi tutte le sue risorse nella ricerca di metodi produttivi e sistemi innovativi, con un occhio verso la conservazione dei sapori e dei prodotti antichi. Ed è una delle rare aziende a produrre interamente in Calabria. Siamo consapevoli che nei prossimi anni ci sarà una grossa scrematura di tutte quelle aziende che non hanno saputo interpretare al meglio i cambiamenti in atto nel settore del beverage, e in generale della società, e siamo contenti che la nostra azienda si sia consolidata attraverso la creazione di una realtà produttiva innovativa, che ci ha reso indipendenti e quasi unici sul mercato nazionale e internazionale”.

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