Grottaglie | ITALIA

Vini naturali: oltre le etichette, una filosofia che divide e fa discutere

Tra filosofia produttiva, autenticità e dibattiti, un viaggio nel mondo dei vini naturali e dei vignaioli che hanno scelto di seguire una strada diversa.
Vini naturali, vigne, vitigni autoctoni
23 Luglio 2026
Parole di Franco Peluso
Franco Peluso & Roberta De Quarto
DrinkWine

Bastano due parole – vini naturali – per innescare un dibattito che, nel mondo del vino, è tra i più accesi degli ultimi anni. Da una parte c’è chi considera questa espressione il simbolo di un ritorno all’essenziale, a un’agricoltura rispettosa della terra e dei suoi ritmi. Dall’altra chi ricorda che il vino, senza l’intervento dell’uomo, semplicemente non esisterebbe: il destino naturale del succo d’uva sarebbe infatti quello di trasformarsi in aceto.

La verità, come spesso accade, è più complessa delle contrapposizioni. Anche perché, a oggi, non esiste una definizione giuridica di “vino naturale” condivisa a livello europeo. Si tratta piuttosto di una filosofia produttiva, di un insieme di pratiche che accomunano molti vignaioli pur con sfumature diverse.

Vigne, vini naturali

È attorno a questa idea che negli anni sono nate manifestazioni dedicate ai vini artigianali. Tra queste c’è Evoluzione Naturale, appuntamento che ogni gennaio si tiene a Grottaglie, in provincia di Taranto, e che rappresenta uno dei principali momenti di confronto per produttori, operatori e appassionati provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Una filosofia prima ancora che un disciplinare

Se si prova a individuare gli elementi comuni tra i produttori che si riconoscono in questo movimento, emergono alcuni principi ricorrenti: lavoro agricolo attento alla biodiversità, riduzione della chimica di sintesi, fermentazioni spontanee, pochi o nessun additivo, filtrazioni minime.

Non esiste però un disciplinare unico. Alcuni produttori adottano pratiche biologiche, altri biodinamiche, altri ancora seguono percorsi del tutto personali. Ciò che li accomuna è soprattutto la volontà di privilegiare un approccio artigianale e di ridurre al minimo gli interventi considerati non indispensabili.

Emblematica, in questo senso, la definizione che gli organizzatori di Evoluzione Naturale – Enza De Carolis, Luigi Armentano e Ciro Cavallo – danno dell’evento: «È un evento dedicato ai vini artigianali, vini fatti senza compromessi, senza additivi chimici né in vigna né in cantina. Selezioniamo ogni anno aziende che condividono questo modo di lavorare, che è prima di tutto un modo di vivere». Più che una categoria enologica, dunque, una visione del rapporto tra uomo, terra e vino.

Il richiamo dell’identità

Uno dei tratti più interessanti del mondo dei vini naturali è il recupero dei vitigni autoctoni e delle tradizioni contadine. Molti piccoli produttori hanno scelto di valorizzare varietà storiche dei propri territori, abbandonando progressivamente quelle internazionali che per anni avevano rappresentato una scelta quasi obbligata.

Vini naturali, uva, Evoluzione Naturale

Tra le testimonianze più significative c’è quella di Jacopo Fiore di Podere San Biagio, in Abruzzo, che descrive così il proprio percorso: «Mi sono innamorato di questo mondo perché aveva un linguaggio che mi assomigliava». Il suo ritorno in azienda nel 2014 ha segnato una svolta: nuove vigne, recupero di varietà autoctone e l’abbandono di uve internazionali come il cabernet, con l’obiettivo di restituire autenticità al territorio. Una scelta che si riflette anche nel lavoro sul montepulciano vinificato in chiave Cerasuolo d’Abruzzo, interpretato come vino quotidiano, diretto, profondamente legato alla tradizione contadina abruzzese.

Più a sud, sulla costa ionica tarantina, c’è un’altra azienda che segue una filosofia simile. Antonio De Quarto, insieme con la sua famiglia, porta avanti il lavoro nei campi, come fecero suo padre e suo nonno prima di lui.

L’attività enologica, curata con particolare attenzione da Antonio, consiste nel vinificare solo uve di proprietà provenienti da 20 ettari di vigneti, molti dei quali ospitano le meravigliose viti allevate col tradizionale sistema ad alberello. Identità, amore e rispetto per la terra e la natura hanno da tempo convinto la famiglia De Quarto ad abbandonare l’uso di sostanze chimiche per produrre un vino che viene definito naturale, spontaneo.

Enoturimso, vini naturali, vigne

Ma il mondo dei vini naturali non si limita alla produzione. Molti vignaioli stanno costruendo un rapporto sempre più diretto con il pubblico, trasformando la cantina in luogo di incontro e di esperienza. Lo stesso Jacopo sottolinea come il contatto umano sia diventato centrale: «Portare le persone in azienda e fare vendita diretta è fondamentale oggi. Ma lo fai creando attrazione, offrendo cultura a 360 gradi: vino, cibo, musica, arte». È un approccio che racconta bene una tendenza diffusa: il vino non come semplice prodotto, ma come parte di un ecosistema culturale più ampio.

Uno sguardo oltre i confini italiani

Il movimento dei vini naturali ha ormai una dimensione internazionale. Tra le realtà presenti a Evoluzione Naturale, ad esempio, figurano anche produttori provenienti da Austria, Francia, Bosnia e Ungheria. Particolarmente interessante il caso della Hummel Winery, storica azienda di Villány, nel sud-ovest dell’Ungheria, che dal 2008 conduce i vigneti in biologico e dal 2016 in biodinamica.

La filosofia aziendale punta a interventi minimi in cantina e fermentazioni spontanee, con l’obiettivo di ottenere vini «capaci di raccontare con precisione suolo, clima e cultura di Villány». Una dichiarazione che riassume bene l’ambizione di molti produttori naturali: fare del vino un’espressione il più possibile fedele del luogo da cui nasce.

Un dibattito destinato a continuare

Il tema dei vini naturali continuerà probabilmente a dividere il mondo del vino ancora a lungo. C’è chi ne apprezza la capacità di esprimere il territorio con autenticità e chi, al contrario, ritiene che l’assenza di regole condivise rischi di generare confusione nel consumatore.

Vini naturali, vigna, dibattito

Al di là delle definizioni, però, il fenomeno ha avuto un merito difficilmente contestabile: riportare al centro del dibattito il rapporto tra agricoltura, ambiente e qualità del vino. Perché, indipendentemente dall’etichetta con cui vengono identificati, i vini che nascono da una profonda conoscenza della terra e dal rispetto del vigneto rappresentano oggi una delle espressioni più interessanti del panorama enologico contemporaneo. E forse è proprio questa la riflessione più importante che appuntamenti come Evoluzione Naturale continuano a stimolare, anno dopo anno.