Ancona | ITALIA

Orto in corsia, quando le piante insegnano a respirare

All’Ospedale Salesi di Ancona il verde diventa cura, rifugio e possibilità con il progetto Orto in Corsia.
orto, ospedale, Slow Food
6 Luglio 2026
Parole di Matteo Mattei
Matteo Mattei
LuoghiVegetables

Ci sono luoghi dove ogni attesa pesa e ogni sorriso vale doppio. All’Ospedale Materno Infantile Salesi di Ancona, però, accade qualcosa di diverso. Tra i corridoi e le stanze di cura, all’improvviso, si possono sentire i profumi del rosmarino o dell’erba cipollina, incontrare una foglia di salvia o di menta che diventa scoperta e speranza. Proprio in quel posto sono entrato in punta di piedi, qualche giorno fa. Non come cronista, ma come volontario e soprattutto come osservatore silenzioso. Quello che ho visto non è stato semplicemente un progetto, ma un piccolo miracolo che prende forma tra le mani dei bambini ricoverati.

Ancona, bambini

“Che profumo!”. Sofia lo dice con gli occhi spalancati, indicando una piantina verde portata dentro dal balconcino dell’ospedale e appena annaffiata. Accanto a lei, Chiara accarezza delicatamente una foglia di prezzemolo, mentre a Rubens e Jacopo vengono avvicinate al naso alcune foglioline di menta. Salma e Youseff sorridono, coinvolti in un rito semplice: sporcarsi le mani e piantare in un vaso. Al Salesi, l’orto non è solo terra e piante, è uno spazio dove i bambini tornano a essere bambini. “Qui la natura accoglie, e loro lo capiscono subito”, racconta un volontario.

In quei gesti lenti e curiosi c’è una calma che in ospedale raramente si incontra, qualcosa che somiglia alla serenità degli spazi aperti.

Il cuore pulsante di tutto quello che sto raccontando è Paola Cingolani, gioco terapeuta. È lei che accompagna i bambini in un viaggio fatto di scoperte e piccoli gesti. Accanto a lei c’è una comunità vera, concreta: quella di Slow Food. È rappresentata da Roberto Rubegni, che porta avanti il progetto di Ancona con una convinzione semplice ma potentissima: “La natura cura. Un seme che germoglia diventa una scoperta, una foglia che cresce è una piccola vittoria”. E mentre lo dice, osserva i bambini come si osserva qualcosa di prezioso. Insieme a loro, il determinante sostegno della Fondazione Salesi.

 Fondazione Salesi, Paola Cingolani

La scoperta delle piante aromatiche non sostituisce le medicine, ma rende tutto più sopportabile, più vicino al mondo dei bambini. E forse è proprio questo il punto: non si tratta di guarire, ma di stare meglio mentre si combatte. C’è un momento, mentre resto lì un paio d’ore, in cui chiudo gli occhi. Sento l’odore dell’origano — quello che un bimbo dice di riconoscere nel sugo della pasta — il fresco della menta, il pungente del rosmarino.

Per un attimo dimentico dove mi trovo e penso a quanto possa essere potente tutto questo per chi vive qui un periodo di cura o di degenza.

Annaffiare, togliere le foglie secche, spostare una piantina in un vaso più grande per aiutarla a crescere: sono gesti semplici che, in fondo, significano prendersi cura di sé. E allora quell’orto, fatto degli stessi profumi che di solito abitano le cucine, diventa molto più di un progetto. Diventa un rifugio.

Fondazione Salesi, orto, bambini, ospedale, Slow Food

Da diversi anni, questo piccolo mondo verde cresce dentro l’Ospedale Salesi grazie alla Comunità Slow Food dell’Orto in Corsia. Non è solo volontariato: è un’idea di società. Una società che si ferma, che si prende cura, che non dimentica. Lo si vede negli sguardi complici tra i genitori, negli operatori e nei ragazzi del servizio civile che si fermano qualche minuto in più. Lo si vede nei bambini che, tra una terapia e l’altra, trovano un motivo per sorridere, uno spazio in cui rifugiarsi.

Ospedale Salesi, Comunità Slow Food, Orto in Corsia

Quando esco dalla clinica pediatrica e salgo in macchina per tornare a casa, mi porto dietro qualcosa. Non è solo una storia, è una sensazione. È la certezza che anche nei luoghi più difficili può nascere qualcosa di bello, basta un seme e qualcuno disposto a piantarlo e a prendersene cura.